giovedì 24 giugno 2021

La Biblioteca Condivisa

Un’idea curiosa che ha origine all’interno di un condominio. Quando è nata la prima biblioteca condivisa e come si è sviluppata l’idea?

di Elisa Visentin
Elisa Visentin foto profilo
La Biblioteca Condivisa

“Una biblioteca è una stanza di amici.” Tahar Ben Jelloun.

Mi è capitato non molto tempo fa di imbattermi in un articolo che parlava della biblioteca condivisa. In pratica si tratta di uno spazio comune dove vengono condivisi libri, riviste, fumetti. Qui ognuno ha la possibilità di prendere un libro, e lasciarne uno che desidera appunto condividere. Lo sapevate che l’idea nasce all’interno di un condominio di Milano? Scopriamo assieme da dove ha inizio il concetto di biblioteca condivisa, come si è sviluppato e quali sono le iniziative correlate che possiamo trovare anche vicino a noi.

  • Da dove nasce l’idea?
  • Come si è sviluppata
  • Gli esempi nel nostro territorio

Da dove nasce l’idea?

La prima biblioteca condivisa nasce a Milano nel 2013. Nelle città i condomini venivano costruiti con all’ingresso una zona comune adibita a portineria. Il ruolo del portinaio è andato man mano scomparendo. Lo spazio che era a lui destinato è rimasto in molti stabili inutilizzato. L’idea nasce da uno dei condomini che propone di adottare quest’area in disuso per ricreare una biblioteca improvvisata. Ecco che una ex portineria diventa in breve tempo una vera biblioteca aperta a tutti con più di 5.000 libri. Chiunque passa a Milano in Via Rembrandt n° 12 può suonare al numero 80 del condominio e chiedere in prestito un libro.

La Biblioteca Rembrandt 12 diventa, così, la prima biblioteca di condominio aperta anche al pubblico. Viene completamente gestita dagli inquilini dello stabile. Libri spesso abbandonati e inutilizzati riscoprono una nuova vita. E proprio grazie ai libri viene creato un nuovo punto di ritrovo per bambini, ragazzi e adulti che vivono nello stesso condominio o nello stesso quartiere.

Come si è sviluppata

L’idea della condivisione dei libri è diventa contagiosa. Si è sviluppa sia a Milano in altri condomini, sia in varie località d’Italia e del Mondo sotto nuovi nomi e forme. A Milano, dopo la Biblioteca Rembrandt 12, ne sono nate altre 16. La gestione come anche lo spazio utilizzato possono variare, anche se quello dell’ex portineria rimane il più utilizzato. In molti condomini la biblioteca condivisa viene gestita dalle famiglie che vivono nello stabile. In altri entrano in gioco associazioni di volontariato oppure i servizi sociali.

Questo fenomeno si è sviluppato non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo. Basti pensare che a New York il valore degli appartamenti presenti su un palazzo che dispone di biblioteca interna è superiore – e non di poco – a quello di altri immobili simili.

In varie parti del mondo sono nate anche una serie di iniziative diverse dall’idea di biblioteca, ma sempre legate al concetto di condivisione dei libri. Una tra tutte eccelle per originalità e fascino e si è tenuta a Toronto nel 2016. Ancor oggi le sue foto girano nel web riscuotendo interesse e suscitando forti emozioni. Questa esposizione di oltre 10.000 libri ha preso il nome di Literature vs Traffic . In occasione della notte bianca che si celebra a Toronto in ottobre un gruppo di artisti e designer ha ricoperto di libri un’intera strada centrale della città. Il risultato finale è stato affascinante: libri di vario genere posti a terra uno accanto all’altro, lasciati  poi a disposizione dei passanti. L’obiettivo era quello di sostituire i libri alle automobili, in modo che il caos e lo smog generato dalle auto fosse rimpiazzato dal silenzio e dalla tranquillità trasmessa dai libri.

Gli esempi nel nostro territorio

Anche nelle nostre cittadine in occasione di varie iniziative ho potuto notare alcune esposizioni che richiamano l’attenzione al libro e alla lettura. Ad esempio alcuni anni fa un bellissimo progetto è stato lanciato proprio nel mio paese, a Concordia Sagittaria. Diverse attività del centro hanno esposto all’esterno del proprio negozio un frigorifero decorato da artisti del paese e riempito da libri. Chi passava per le vie centrali aveva la possibilità di prendere un libro.

Questo fenomeno tecnicamente prende il nome di BookCrossing che dall’inglese significa “book”, libro, e “crossing”, passaggio. Chiaramente sta ad indicare un progetto che ha come finalità la condivisione di libri. Il BookCrossing si sta diffondendo moltissimo in Italia e all’estero.

Alcune iniziative simili si sono sviluppate anche nelle vie del centro di Portogruaro. Davanti alla vetrina di alcune attività si trovavano delle cassette di legno piene di libri messi a disposizione dei passanti. Un esempio è dato da Coassin di Portogruaro che propone sotto i portici all’esterno di una rivendita, un punto di riferimento per la Biblioteca diffusa.

foto fatta davanti alla vetrina di Coassin a Portogruaro

Continuando lungo “La Stretta” sempre a Portogruaro, mi sono imbattuta anche in un delizioso punto di scambio libri posto a fianco del negozio Foreventhia Creations.  (Sappiate che se vi capita di passare in questo periodo può capitare che non lo troviate, perchè i libri che erano esposti sono andati a ruba!!)

particolare di una Biblioteca condivisa a Portogruaro

In questo periodo anche il Panificio Bonfanti di Summaga  ha lanciato una bellissima iniziativa  “alimentiamo corpo e mente”.

immagine della locandina iniziativa del Panificio Bonfanti di Summaga

Un altro esempio ancora ci viene offerto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia che mira a diventare un ateneo sempre più sostenibile. Ca’ Foscari sostenibile in particolare sta promuovendo lo sviluppo di BookCrossing in varie angoli dell’ateneo.

Mi auguro che questo fenomeno continui a diffondersi sempre di più anche nelle zone vicine a noi. La cultura se condivisa oltre che a portare aggregazione arricchisce chiunque ha la possibilità di farne parte.

Se conosci altri punti di scambio libri presenti nella nostra zona, condividi con noi l’informazione,  lasciando un commento nella nostra pagina Facebook o Instagram.

Testo realizzato in collaborazione con Anna Bonvicini