martedì 12 maggio 2020

Casa smart per vivere meglio

Migliorare il proprio vivere grazie ad una casa smart

di Silvio Buscato
Primo piano di Silvio Buscato
Casa smart per vivere meglio

Casa smart tra comfort e risparmio energetico.

Perché avere una casa smart? Personalmente credo che le motivazioni  che spingono ad  interessarsi a questa materia siano essenzialmente due: il comfort e il risparmio energetico.

Introduzione

Una casa smart, con apparecchiature “intelligenti”, ha lo scopo di facilitare alcune azioni, anche cambiando il modo in cui ci approcciamo alla casa stessa. Pensiamo, ad esempio, ad un impianto di irrigazione che si attiva solo quando una serie di sensori percepiscono la necessità delle piante di essere innaffiate.

Una casa smart ha anche lo scopo di ridurre gli sprechi. Immaginiamo allora ad un termostato che capisce in che stanza siamo e accende o spegne l’impianto di riscaldamento.

 

Una casa smart low cost

Lo scopo di questo articolo è di fornire uno spunto a chi vuole implementare la propria casa con dispositivi smart, ma anche low cost. Ne consegue che non verranno menzionati né interventi di domotica, per cui è necessario rivolgersi a ditte specializzate, né il mondo di elettrodomestici smart.

Per trasformare la propria casa in una casa smart occorre decidere il grado di “intelligenza” che vogliamo raggiungere nell’abitazione e il grado di impegno che vogliamo dedicarci.

Ritengo che l’impegno  sia un fattore determinante per iniziare ad allestire la propria casa con dispositivi intelligenti. Questo perché tali dispositivi cambiano il modo in cui ci interfacciamo con la casa stessa e necessitano di una cultura digitale abbastanza avanzata. In altre parole vanno configurati e comandati.

Per esempio, un interruttore elettrico intelligente dovrà fare capo ad un cervello digitale, differentemente da un interruttore elettrico tradizionale che fa capo all’impianto elettrico esistente.

 

Il cervello

Alexa, Google home e Siri, sono gli HAL9000 del XXI secolo e, tra le altre cose, possono fungere da cervello per collegare e comandare i singoli dispositivi smart. Si tratta di oggetti relativamente economici e che funzionano tramite comando vocale, la differenza tra essi è l’ecosistema a cui appartengono, rispettivamente Amazon, Google e Apple.

Il cervello comandante può essere  anche il nostro smartphone, in questo caso, in base  al dispositivo che vogliamo comandare, dovremo scaricare un’app dedicata.

Una volta scelto il cervello, basterà anche una semplice ricerca su Amazon per trovare una moltitudine di oggetti da collegare come:

  • lampadine
  • presa elettrica
  • termostato
  • serra
  • videocamere di sicurezza
  • robot per le pulizie
  • centralina per l’irrigazione
  • diffusori audio
  • caricabatterie
  • sensori di allarme
  • profumatori

Se parliamo di risparmio energetico, un termostato smart può essere veramente utile. Infatti, ci permetterebbe di programmare in maniera ancora più efficace la distribuzione del calore all’interno della casa in base ai nostri spostamenti.

Un esempio concreto di comfort invece potrebbe essere quello di collegare più lampadine ad un singolo comando vocale. Pronunciando una frase si possono accendere una combinata di luci con colori e potenze differenti, comodamente dal divano.

 

Conclusione

Dall’elenco precedentemente stilato si può notare come il comfort e il risparmio energetico siano solo due dei tanti obiettivi che si possono raggiungere con tale tecnologia. Quasi ogni giorno escono nuovi dispositivi e nascono nuove possibilità.

Abbiamo detto che rendere la casa smart è un processo che serve per cambiare il modo in cui ci approcciamo a determinate cose. Ritengo però che sia molto di più: un processo che coinvolge noi e le nostre abitudini, più di quanto coinvolga l’aspetto tecnologico.

«Assumerei una persona pigra per fare un lavoro molto difficile, troverebbe sicuramente il modo più semplice per farlo».

Questa frase, attribuita a Bill Gates, fa un po’ sorridere se pensiamo all’esempio del divano che ho riportato nel paragrafo precedente. In parte è vero, alcune di queste tecnologie sembrano proprio partorite da una persona pigra!

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