mercoledì 18 marzo 2020

SMART WORKING: Scelta o Necessità

Smart working durate l’emergenza coronavirus, ma non solo

di Anna Bonvicini
SMART WORKING: Scelta o Necessità

Quali opportunità ci sono per molti di noi.
Come iniziare?
Quali nuove sfide superare?
Cosa modificare nel nostro approccio al lavoro? Scopriamolo.

Lo smart working alle volte può essere una scelta, in altri casi può diventare una necessità. Per quanto riguarda me, si è trattato di una scelta, iniziata quasi per caso, con il tentativo di trovare una collaborazione che mi permettesse di svolgere un’attività da casa. Oggi, la sfida della nuova emergenza ha chiamato molti a valutare la possibilità di lavorare da remoto. Ma, al di là del momento storico che stiamo vivendo, credo sia importante parlare dello smart working come opportunità di cambiamento.

 

Definizione di smart working

Il termine “Smart working” tradotto letteralmente riporta alle parole “lavoro agile”. Sta a significare una modalità di lavoro che, in accordo tra le parti, non è vincolata nè da orari nè da luoghi. Lo smart working a maggio 2017 è stato regolamentato con una definizione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

 

Cosa serve per iniziare

E’ ovvio che non tutti i lavori possono essere svolti a distanza. Ma grazie ad Internet e alla tecnologia, sono molte le attività lavorative che sono realizzabili anche da casa o comunque da remoto. Per poter iniziare una qualsiasi attività in smart working ritengo che siano necessari 2 elementi fondamentali:

 

  1. il posto: sembra banale come primo punto ma secondo me la scelta del posto dove decidere di lavorare non è così scontata. Anzi nel mio caso è stata una ricerca continua del posto ideale. Si, lo spazio che riconosciamo come quello dove svolgere la nostra attività deve possedere alcune caratteristiche. Non deve trovarsi per forza dentro la nostra abitazione, potrebbe essere anche in uno spazio neutrale ma disponibile. Questo luogo ha necessità di essere il più possibile silenzioso, per poterci permettere di raggiungere una buona concentrazione, luminoso o illuminato nel modo corretto, avere una temperatura costante perché fare smart working spesso vuol dire stare fermi davanti al pc per ore.

 

  1. gli strumenti: per poter fare smart working è indispensabile avere a disposizione tutta l’attrezzatura necessaria: fondamentalmente un pc (portatile), tablet, smartphone, se necessario stampante, spazio per disporre i nostri documenti, e ovviamente un buon collegamento alla rete internet che ci permetta di lavorare serenamente.

 

La sfida più grande

Sicuramente il posto e gli strumenti che adottiamo sono elementi che facilmente riusciamo a reperire. Quello che invece secondo me rappresenta lo scoglio più difficile da superare nel momento in cui scegliamo lo smart working è modificare il nostro atteggiamento al lavoro. Questo elemento non si può acquistare o cercare all’interno della nostra abitazione o altrove, ma va trovato e modellato nella nostra testa. Ecco perchè rappresenta la sfida più grande e complessa. 

Qualsiasi lavoro tradizionale scandisce in modo preciso tutto il tempo della nostra vita (se ci pensiamo bene è spaventoso!). Ma questo aspetto seppure può sembrare solo un limite, per molti aspetti è anche un vantaggio. 

Se facciamo un lavoro tradizionale, sappiamo esattamente:

a che ora svegliarci

a che ora iniziare a lavorare

dove svolgere il nostro lavoro

quali persone incontrare 

a che ora andare a mangiare

quanto tempo abbiamo per lavorare

quando fare le nostre vacanze

ecc.

Nello smart working tutto è da costruire e personalizzare, non ci sono orari precisi, non ci sono tempistiche esatte, non c’è neanche un luogo predefinito. Il programma e la progettazione del nostro tempo è assolutamente libero. Questo comporta un approccio sicuramente più vario, ma più responsabile. Determina, inoltre, uno sforzo iniziale diverso nel programmare tempi, procedure, gestione degli spazi, ecc. La visione di un lavoro che non viene dettato da regole precise è sicuramente nuova e ha necessità di essere capita e accettata non solo da chi decide di intraprenderla, ma anche da coloro che la scelgono per i propri collaboratori. Il datore di lavoro deve avere piena fiducia del proprio collaboratore che opera in modalità autonoma ed essere aperto e disponibile a valutare forme di attività diverse da quelle tradizionali, nel rispetto sempre del raggiungimento di obiettivi condivisi e degli accordi presi.

Rapporto con le persone: come cambia e come si sviluppa

Altro aspetto che ritengo importante è lo sviluppo delle relazioni con due tipi principalmente di persone: i colleghi da un lato e i componenti familiari dall’altro.

  • Colleghi: sono le figure che interagiscono con il nostro lavoro. Con lo smart working vengono a mancare le interazioni dirette con i colleghi, i collaboratori o i datori di lavoro. Con loro è necessario instaurare un rapporto a distanza sfruttando a pieno tutti gli strumenti tecnologici che ci permettono di comunicare e condividere documenti e materiali. 
  • Componenti familiari: sono coloro che vivono con noi. Spesso non è immediato per queste figure capire che trovarsi a casa non corrisponda ad essere in ogni momento disponibili. Spesso la casa porta molte distrazioni, interruzioni e difficoltà di concentrazione. Se le persone del nostro ambiente domestico ci aiutano nel trovare questo equilibrio diventa più facile anche lavorare in modalità smart.

 

Il vantaggio dello smart working

Fino ad ora ho messo in luce gli elementi più complessi che regolano questa modalità di lavoro. Vorrei a questo punto, invece, evidenziare gli aspetti che rendono lo smart working unico

Come abbiamo già detto rappresenta un diverso approccio all’organizzazione del lavoro.

Gli elementi che secondo me lo rendono unico sono:

  • la flessibilità: che mi piace tradurre con libertà. Lavorare da casa rappresenta la forma più libera di un’occupazione professionale. Si può decidere di lavorare 10 ore in un giorno come scegliere di non lavorare in un altro giorno.
  • l’autonomia: gestire in modo completamente indipendente la propria operatività, permette di dare ampio sfogo alla creatività e all’aspetto più spontaneo del lavoro. L’aspetto dell’autonomia trova però gratificazione se viaggia a pari passo con il rispetto degli accordi presi e degli obiettivi prefissati.
  • l’impiego migliore degli strumenti e delle tecnologie: essere autonomi comporta anche il dovere di essere aggiornati e preparati sugli strumenti e le forme di comunicazione più evolute.

In conclusione, chi ha la possibilità può valutare quale sia la modalità di lavoro che preferisce. Sia che si scelga di lavorare da casa, sia che lo si faccia nel modo tradizionale, l’importante è sempre che il motore a spingerci sia una sana passione. Solo quest’ultima ci permetterà di superare gli ostacoli ed essere sempre propositivi e produttivi.